Statuto

cartaprincipiCARTA DEI PRINCIPI
PER IL DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE DI LIVORNO

La Rete di Economia Solidale è costituita dall’insieme di relazioni di economia e collaborazione solidali che esistono in un dato ambito territoriale o tematico: persone, associazioni, imprese, produttori unite da principi e comportamenti condivisi, per il bene comune della comunità.
Il Distretto di Economia Solidale di Livorno è un laboratorio di progetti, azioni e scambi che si configura come circuito economico a base locale che ha come scopo quello di ri – creare filiere di produzione, distribuzione, consumo e riutilizzo di beni e servizi, per valorizzare le risorse territoriali secondo criteri di equità sociale e sostenibilità, lavoro dignitoso e benessere per tutti.
Il DES Livorno è costituito dai soggetti di economia solidale e sostenibile che operano (non necessariamente vivono) nell’area livornese e che stringono questo PATTO, in cui:
• sottoscrivono i valori comuni della Rete dell’Economia Solidale (vedi Carta dei Principi della Rete Nazionale dell’Economia Solidale);
• stabiliscono una progettualità di azioni e obiettivi comuni;
• strutturano ed intensificano in modo significativo relazioni economiche e sociali.

Obiettivi e valori condivisi dell’economia solidale
Per mettere in pratica un’altra economia, occorre instaurare meccanismi economici che mirano direttamente a riequilibrare le disuguaglianze sociali, conservando e rafforzando al tempo stesso i sistemi ecologici necessari al benessere delle generazioni presenti e future.
Nel farlo, ci diamo come obiettivi quelli di:
– definire regole di lavoro e collaborazione all’interno del Distretto, che rispettino i principi di decentralizzazione, rotazione delle funzioni, apertura istituzionale, partecipazione attiva, e di equilibrio nei rapporti;
– far emergere e condividere risorse, bisogni, aspettative che ciascuno porta all’interno del Distretto;
– concretizzare l’azione ottimizzando l’efficienza e partendo da progetti già esistenti per sperimentare insieme nuove possibilità;
– sensibilizzare la cittadinanza attraverso la pratica e l’esempio di scambi e relazioni eticamente orientati, comunicando efficacemente i risultati ottenuti e monitorandone l’impatto.

Soggetti partecipanti
Possono far parte dei DES i seguenti soggetti organizzati:
– imprese di qualsiasi tipo e le loro associazioni (consorzi di produttori, ecc.) che decidono di operare secondo la carta dei principi;
– i consumatori dei prodotti e servizi dell’economia solidale e loro reti/associazioni organizzati in modo formale o informale;
– i risparmiatori e/o finanziatori delle imprese e delle iniziative dell’economia solidale e loro associazioni formali o informali;
– i lavoratori delle imprese di economia solidale e i professionisti che seguono principi e criteri dell’economia solidale;
– le istituzioni (in particolare gli enti locali) che intendono favorire sul proprio territorio la nascita e lo sviluppo di esperienze di economia solidale;
– le associazioni, Ong, Onlus, enti di formazione e i centri di ricerca che promuovono e contribuiscono alla crescita dell’economia solidale.

Il Patto
In qualità di aderenti e partecipanti al Distretto di Economia Solidale di Livorno, ci impegniamo a:
• Mettere al centro dei nostri scambi le persone e le relazioni
• Utilizzare in modo sostenibile ed equo le risorse naturali
• Condividere informazioni, conoscenze e competenze
• Reinvestire le risorse sulla base dei bisogni essenziali e secondo criteri di equità
• Favorire la cooperazione e la trasparenza negli scambi
• Assumere il principio di responsabilità civile e democratica di fronte alle normative vigenti
• Valorizzare la dimensione locale
• Accettare e valorizzare le specificità delle esperienze di ogni partecipante
• Garantire il rispetto delle regole condivise e la trasparenza del proprio operato
• Partecipare attivamente alla vita democratica del DES


STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE DI ASSOCIAZIONI
“Distretto di Economia Solidale di Livorno”
STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE
“Distretto di Economia Solidale di Livorno”

Art. 1 – Costituzione

E’ costituita l’Associazione di Promozione Sociale di secondo livello “Distretto di Economia Solidale di Livorno”. Essa è retta dal presente statuto e dalle vigenti norme in materia. Essa ha sede legale nel Comune di Livorno, in via dell’Eremo 8. L’Assemblea dei soc*, con propria delibera, ha la facoltà di istituire e sopprimere sedi operative e sezioni staccate nonché aderire ad altre associazioni, enti o società con scopo mutualistico quando ciò torni utile al conseguimento dei suoi fini sociali.

Art. 2 – Tipologia di associazione

L’Associazione di Promozione Sociale “Distretto di Economia Solidale di Livorno” è apartitica, aconfessionale, non ammette discriminazioni di etnia, genere, orientamento sessuale, identità di genere, età, lingua, religione. L’Associazione non persegue fini di lucro. L’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente delle attività prestate in forma volontaria libera e gratuita dagli aderenti. Può, in caso di necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo. Non è comunque consentita la distribuzione ai soci/e, anche indiretta, di utili, avanzi di gestione, fondi o riserve di capitale, che verranno interamente reinvestiti delle attività associative.

Art. 3 – Scopi

L’Associazione di Promozione Sociale “Distretto di Economia Solidale di Livorno” promuove l’economia solidale, sociale e ambientale, il rispetto della persona, il dono, lo scambio, l’approccio sostenibile alla salute e si propone come strumento di cambiamento del mercato e delle pratiche economiche. L’intento dell’Associazione è quello di stimolare una trasformazione della società e della cultura verso una visione in cui la persona è parte e non padrona della natura, e può sopravvivere solo in armonia con le altre specie, nel rispetto dei ritmi naturali. L’Associazione immagina una società inclusiva dove siano valorizzate le differenze e siano rispettati i diritti di tutti gli esseri viventi. L’Associazione vuole costruire pratiche economiche che mettano al centro le relazioni tra le persone, il bene comune, la sostenibilità sociale e ambientale, la salute; che siano regolate da eticità, equità, solidarietà e non subordinate alla legge del profitto.L’Associazione sperimenta e sostiene pratiche di cambiamento che coinvolgono sia la sfera individuale di ogni persona, che la sfera collettiva, per incidere sul ruolo delle istituzioni e delle parti sociali. Le pratiche legate agli scopi appena ricordati sono enunciate nella Carta dei Principi, che è parte integrante del presente Statuto.

Art. 4 – Durata

La durata dell’Associazione è illimitata, non fermandosi al raggiungimento degli scopi fondatori, ma mantenendo aperta la possibilità dell’insorgere di futuri nuovi obiettivi.

Art. 5 – Azioni

Nel raggiungimento di tali scopi l’Associazione di Promozione Sociale “Distretto di Economia Solidale di Livorno” si propone di: 1) promuovere la strategia delle reti di economia solidale; 2) promuovere e valorizzare la produzione e lo scambio prevalentemente locale di beni e servizi di qualità, rispettosa di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente, ed al “giusto prezzo” (trasparente, adeguato per il produttore, accessibile al fruitore); 3) promuovere e sperimentare strumenti per facilitare l’accesso ai beni e servizi solidali; 4) sviluppare e facilitare una rete locale di relazioni che costituisca un punto di incontro più ampio possibile tra fruitori, operatori economici e associazioni e realtà del territorio; 5) sensibilizzare i fruitori e stimolare la formazione di Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) attraverso percorsi di formazione sul consumo consapevole e sull’ecologia domestica; 6) sostenere e promuovere il diritto fondamentale dell’uomo alla sovranità alimentare, politica ed economica, in solidarietà con le popolazioni che reclamano tale diritto; 7) promuovere un’attenzione privilegiata al legame con la natura, in una relazione di osservazione, ascolto, rispetto di ogni essere vivente; 8) favorire gli scambi di beni, servizi e doni tra associati/e; 9) fornire consulenze e servizi utili agli/alle associati/e; 10) promuovere stili di vita e di consumo sempre più sostenibili, improntati sulla consapevolezza delle scelte, centrati sulle relazioni piuttosto che sul possesso preferendo la condivisione in luogo della proprietà privata; 11) diffondere e organizzare attività di formazione e conoscenza della realtà economica solidale sensibilizzando la popolazione del territorio ai temi dell’economia solidale, facendo conoscere le filiere di economia solidale esistenti e nuove, tutte le possibili alternative solidali a quanto offerto dal mercato, continuando altresì a promuovere la Carta dei Valori del DES: a) offrendo servizi di promozione e di comunicazione; b) organizzando incontri di presentazione in modo diffuso sul territorio; c) attraverso pubblicazioni, materiali e proposte editoriali; d) attraverso sportelli informativi e luoghi di riferimento specifici; e) promuovendo punti di aggregazione locali; 12) organizzare attività di formazione ed approfondimento sui saperi condivisi, patrimonio dell’umanità da tenere al riparo da appropriazioni, attraverso copyright e brevetti, da parte di pochi potenti enti, privilegiando l’uso degli strumenti dell’autoformazione e dell’autoproduzione; 13) sensibilizzare e coinvolgere le istituzioni locali, le organizzazioni e le scuole del territorio sui temi dello sviluppo locale e solidale; 14) attivare modalità di comunicazione dei contenuti dell’economia solidale, attraverso strumenti propri o inserendosi nei media esistenti; 15) mantenere una mappatura aggiornata delle realtà di economia solidale del territorio del distretto, tenendo viva la relazione con quelle conosciute e cercando il coinvolgimento di nuove; 16) favorire la conoscenza reciproca delle realtà coinvolte e la capacita di fare rete tra esse; 17) coordinarsi con le altre attività già svolte sul territorio, fungendo dove possibile da catalizzatore e collettore delle proposte già presenti; 18) promuovere il recupero del territorio, se possibile e necessario anche ricorrendo all’acquisto di terreni e alla loro conversione a sistemi di coltura collettiva compatibili con l’ambiente e il rispetto della terra; 19) promuovere, nel campo abitativo, la riqualificazione dell’esistente e sistemi solidali quali l’autocostruzione nonché la ricerca e la proposta di sistemi di costruzione più economici e più in sintonia con l’ambiente, avendo come obiettivo di fornire a tecnici e fruitori le conoscenze per superare gli ostacoli posti dagli enti locali; 20) sperimentare modi di conduzione dei processi il più possibile collaborativi ed inclusivi, dove le regole di ispirazione democratica siano il livello minimo da rispettare e dove vengano perseguite e applicate norme di valore superiore che garantiscano il maggior consenso e la maggiore partecipazione possibile dei soggetti coinvolti; 21) sperimentare l’utilizzo etico delle tecnologie informatiche, privilegiando le applicazioni a codice aperto, per supportare la comunicazione, la partecipazione e la promozione; 22) costituire e gestire un fondo di solidarietà e sviluppo finalizzato a: a) sostenere emergenze produttive locali; b) promuovere l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, sociali e solidali con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati favorendo l’accesso al lavoro di persone appartenenti a fasce deboli; c) prestare garanzie fideiussorie a favore di realtà aderenti e meritevoli presso istituti finanziatori. Tale fondo sarà alimentato con i liberi contributi dei soggetti aderenti. 23) studiare e introdurre forme di moneta complementare in sede locale per favorire gli scambi tra i partecipanti al Distretto di Economia Solidale di Livorno.

PATRIMONIO ED ESERCIZI SOCIALI
Art. 6 – Patrimonio

Il patrimonio è costituito: • dal fondo di dotazione iniziale, costituito dai versamenti effettuati dai soci fondatori; • dai contributi versati dai soci al fine di incrementare il fondo di dotazione nonché da qualsiasi contributo o liberalità donato per le finalità dell’Associazione nello spirito della carta dei valori; • da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio; • dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell’Associazione. Le entrate dell’Associazione sono costituite: • quote e contributi degli associati; • eredità, donazioni e legati; • contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari; • contributi dell’Unione Europea e di organismi internazionali; • entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati; • proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali; • erogazioni liberali degli /lle associati/e e dei terzi; • entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni; • altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale. All’Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati durante la vita dell’Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. Eventuali avanzi di gestione saranno reinvestiti a favore delle attività istituzionali previste dal presente statuto. La quota associativa è intrasmissibile ed è vietata qualunque rivalutazione del suo valore.

Art. 7 Esercizio Sociale

L’esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Entro quattro mesi dalla fine di ogni esercizio verrà predisposto dal Consiglio Direttivo di cui all’art.16 e seguenti il bilancio consuntivo e l’eventuale bilancio preventivo del successivo esercizio da presentare all’Assemblea dei soci, di cui all’art.12 e seguenti. Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti. I bilanci devono restare depositati presso la sede dell’Associazione nei 15 (quindici) giorni che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti i soci.

SOCI
Art. 8 – Soci/e

Sono soci fondatori dell’Associazione di Promozione Sociale “Distretto di Economia Solidale di Livorno” i seguenti soggetti: Associazione Ecomondo, Associazione FriendLi, Associazione La coccinella, Associazione Per matre terra, Associazione Slow Food, Associazione Tutti giù per terra, Associazione Vivi S.Jacopo, Biodiversi Cooperativa, Homo Srl (Ethos Cafè Bistrot), Voglia di Natura Chiwi. Possono essere soci tutte le organizzazioni che detengono un codice fiscale e i gruppi informali, che non detengono un codice fiscale, ritenuti ammissibili dal Consiglio Direttivo. Possono associarsi organismi e gruppi che condividono gli scopi dell’Associazione, se ne fanno promotori, collaborano alle attività associative e usufruiscono dei servizi dell’Associazione, purché in regola con il versamento della quota associativa annuale. Ogni associazione aderente nomina un referente. E’ stabilita la gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti. Possono essere soci quei soggetti che, avendo fatto domanda, condividono le finalità dell’Associazione, in particolare sottoscrivendo la Carta dei Valori, si impegnano a realizzarle e versano la quota sociale.
I soci riuniti in assemblea hanno diritto a: • concorrere all’elaborazione del programma e all’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi del “Distretto di Economia Solidale di Livorno” nei modi previsti dal presente Statuto e dal regolamento; • eleggere gli organi sociali; • decidere su ammissione ed esclusione dei soci.

Art. 9 – Ammissione, Cessazione, Recesso, Decadenza, Esclusione, Diritti

All’aspirante socio devono esser consegnate copie aggiornate dello Statuto e della Carta dei Valori, in quanto l’ammissione a socio/a è subordinata all’accettazione di questi documenti e di tutte le disposizioni vigenti nell’Associazione. Il/la socio/a, per essere ammesso/a, deve chiedere l’ammissione in forma scritta e pubblica da parte del legale rappresentante, ovvero, nel caso dei gruppi informali, di un rappresentante, a seguito di delibera degli organi competenti. Il Consiglio Direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento. La qualifica di Socio/a viene conferita dal Consiglio Direttivo. L’eventuale non ammissione deve essere motivata. Il/la socio/a non ammesso può ricorrere contro la decisione presso l’Assemblea. I soci cessano di appartenere all’Associazione per recesso, per decadenza o per esclusione. I soci cessano di appartenere all’Associazione per delibera del Cosiglio Direttivo dopo 3 assenze consecutive non giustificate alle assemblee. Tutti i soci possono in qualsiasi momento notificare la propria volontà di recedere dal novero dei partecipanti all’Associazione stessa; tale recesso ha efficacia dall’inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il Consiglio Direttivo riceva la notifica della volontà di recesso. Può essere escluso il Socio: a) che svolga attività in contrasto con quelle dell’Associazione; b) che non osservi le deliberazioni degli organi sociali competenti; c) che senza giustificato motivo non adempia puntualmente agli obblighi assunti a qualsiasi titolo verso l’Associazione; d) per dichiarazioni non veritiere sulla propria identità anagrafica. L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo dopo che al Socio sia stato, per iscritto, contestato il fatto che può giustificare l’esclusione, con l’assegnazione di un termine di trenta giorni per eventuali controdeduzioni. I Soci che cessano di appartenere all’Associazione per recesso, decadenza o esclusione, non conservano alcun diritto sul patrimonio sociale e non possono richiedere i contributi associativi e le quote già versate.

Art. 10 – Quote

Il Socio è tenuto a contribuire alla vita dell’Associazione versando la quota associativa annuale,partecipando e promuovendo iniziative conformi alle finalità dell’Associazione. Tutti i soci, in regola con il pagamento della quota associativa, avranno diritto di voto in Assemblea; i soci avranno, inoltre, diritto a conoscere i programmi con i quali l’Associazione intende attuare gliscopi sociali; a frequentare i locali sociali, ad accedere a tutti i servizi offerti e gestiti dall’Associazione e a beneficiare di condizioni di favore per tutte le manifestazioni o i servizi promossi dall’Associazione. L’eventuale suddivisione degli aderenti in categorie diverse di soci, non implicherà nessuna differenza di trattamento in merito ai loro diritti nei confronti dell’Associazione. L’elezione degli organi dell’Associazione non può essere in alcun modo vincolata o limitata ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo. L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.

ORGANI SOCIALI

Art. 11 – Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione: • l’Assemblea dei soci; • il Consiglio Direttivo; • i Presidenti; • il Collegio dei revisori dei conti, se nominato

Art. 12 – Assemblea dei soci

L’Assemblea è costituita da tutti i Soci in regola con il pagamento della quota di adesione annuale. I soci sono convocati in assemblea dal Consiglio due volte l’anno in giugno e in dicembre e almeno una volta entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio consuntivo con comunicazione scritta diretta a ciascun socio e affissa nelle sedi dell’Associazione almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza. L’avviso di convocazione deve contenere l’ordine del giorno e l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione. L’Assemblea può pure essere convocata su domanda motivata e firmata da almeno 1/3 dei consiglieri o da almeno un decimo dei soci.

Art. 13 – Compiti dell’Assemblea

L’Assemblea delibera: • l’approvazione del bilancio consuntivo e dell’eventuale bilancio preventivo; • gli indirizzi e le direttive generali della Associazione e la verifica della loro attuazione; • la nomina dei componenti il Consiglio Direttivo e l’eventuale nomina del Collegio dei Revisori dei conti; • la delibera di eventuali modifiche dell’Atto costitutivo e dello Statuto; • l’approvazione di eventuali Regolamenti che disciplinino lo svolgimento dell’attività dell’Associazione; • quant’altro a lei demandato per legge o per statuto.

Art. 14 – Validità dell’Assemblea

Le Assemblee ordinarie sono valide in prima convocazione quando sono presenti la metà più uno dei soci, in seconda convocazione qualsiasi sia il numero dei partecipanti. I/le soci/e deliberano tanto in prima quanto in seconda convocazione con la maggioranza dei presenti. Le Assemblee straordinarie, di modificazione dello statuto, sono valide in prima convocazione con la presenza del 75% dei soci/e e deliberano con il voto favorevole dei 2/3 dei/delle presenti. In seconda convocazione le assemblee straordinarie sono valide con qualsiasi numero di soci/e presenti e deliberano con il voto favorevole dei 2/3 dei/delle presenti. Tutti i soci, in regola con il pagamento della quota associativa, hanno diritto di intervenire alle Assemblee e di esercitare liberamente il proprio diritto di voto. Ogni socio/a ha un voto ed è liberamente eleggibile a tutte le cariche associative. Ogni socio/a può rappresentare con delega scritta un solo altro/a socio/a. La convocazione dell’Assemblea avverrà per scritto, prioritariamente a mezzo di posta elettronica inviata a tutti i soci almeno dieci giorni prima della data dell’Assemblea. Su argomenti in cui la discussione è possibile attraverso la lista DES o spazi informatici dedicati, l’Assemblea può consultarsi e dare indirizzi al Direttivo mediante referendum, gestito via internet, con la formulazione del quesito preparata dal consiglio Direttivo. Il referendum potrà essere usato anche per quesiti di indirizzo verso il consiglio Direttivo.

Art. 15 – Presidente dell’Assemblea

L’ Assemblea è presieduta da un Presidente dell’Assemblea; in mancanza l’Assemblea nomina il/la proprio/a Presidente. Il Presidente dell’Assemblea nomina un segretario. Spetta al Presidente dell’Assemblea di constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervento all’Assemblea. Delle riunioni di Assemblea si redige un verbale firmato dal Presidente e dal/la Segretario/a ed eventualmente dagli scrutatori. Delle delibere assembleari deve essere data pubblicità.

Art. 16 – Consiglio Direttivo

L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da un numero minimo di cinque a un numero massimo di undici membri eletti dall’Assemblea tra i soci, in numero comunque dispari, per la durata di tre anni e rieleggibili per un unico ulteriore mandato consecutivo. Nel caso in cui il rappresentante di un socio cessi di far parte dell’ente che lo ha nominato, questi decade dalle cariche eventualmente assunte. In caso di decadenza, esclusione, dimissioni o decesso di un consigliere, il Consiglio alla prima riunione provvede alla sua sostituzione chiedendone la convalida alla prima Assemblea annuale. Qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo è considerato decaduto e deve essere rinnovato. Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio per lo svolgimento del loro lavoro collegiale, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Nel caso di sostituzione di membri decaduti o in caso di aumento del numero dei componenti del consiglio Direttivo, stabilito dall’Assemblea, l’Assemblea stessa elegge i nuovi membri con una votazione suppletiva.

Art. 17 – Compiti del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo esercita i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione utili al raggiungimento del fine sociale. Esso procede pure alla redazione dei bilanci preventivi e consuntivi ed alla presentazione all’Assemblea; alla nomina di dipendenti e collaboratori determinandone la retribuzione; compila eventuali Regolamenti per il funzionamento dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati dopo l’approvazione dell’Assemblea, l’ammissione,la decadenza, il recesso e l’esclusione dei soci; cura l’esecuzione delle delibere assembleari; determina le quote sociali annuali e gli altri contributi supplementari. Provvede all’apertura e l’eventuale chiusura di conti correnti postali e bancari. Istituisce sedi operative e/o amministrative.

Art. 18 – Presidenti dell’associazione

Il Consiglio elegge 2 Presidenti e un/a Segretario/a. I Presidenti, rappresentano legalmente l’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio, ed hanno la firma legale dell’Associazione e possono, pertanto, ricevere fondi a qualsiasi titolo in nome e per conto dell’Associazione; possono accendere conti bancari e assimilati; possono infine compiere tutte le azioni legate alla propria carica di rappresentanza generale dell’Associazione. Possono delegare un membro del Direttivo, o il Direttivo nel suo complesso, alla gestione della tesoreria. In ogni caso la gestione della cassa deve essere trasparente, aggiornata, e consultabile da tutti i soci, e con qualunque sistema proposto dai singoli soci. I poteri di firma possono comunque, per singoli atti, quali le operazioni bancarie, essere delegati anche a soci dell’Associazione. I Presidenti curano l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio. I Presidenti convocano e presiedono l’Assemblea e il Consiglio Direttivo. I Presidenti durano in carica 6 mesi.

Art. 19 – Frequenza delle riunioni del Consiglio Direttivo

Il Consiglio si riunisce tutte le volte che i Presidenti lo ritengano necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri e comunque almeno una volta all’anno per deliberare in ordine al consuntivo ed al preventivo ed all’ammontare della quota. Ogni Consigliere ha diritto a esprimere un solo voto, senza possibilità di delega. Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei voti presenti e le delibere sono valide solo in presenza della maggioranza dei Consiglieri in carica.

Art. 20 – Collegio dei Revisori

All’elezione del Consiglio Direttivo, l’Assemblea può provvedere alla nomina del Collegio dei Revisori dei conti, composto da tre membri effettivi e due supplenti (che subentrano in caso di cessazione di un membro effettivo), scelti anche tra i non aderenti. Per la loro durata in carica, la rieleggibilità e il compenso valgono le norme dettate nel presente Statuto per i membri del Consiglio Direttivo. I Revisori, il cui incarico è incompatibile con quello di consigliere, si riuniscono almeno due volte all’anno. Essi hanno il compito di sorvegliare il buon andamento amministrativo dell’Associazione, verificare l’osservanza dello Statuto e degli eventuali regolamenti, accertare la regolare tenuta della contabilità sociale e di redigere una relazione ai bilanci annuali; possono accertare la consistenza di cassa e procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo; curano la tenuta del libro delle adunanze dei Revisori dei conti e partecipano di diritto alle adunanze dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo con facoltà di parola ma senza diritto di voto.

Art. 21 – Scioglimento

Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea, con voto favorevole di 3/4 (tre quarti) dei soci. L’Assemblea provvederà alla nomina di uno o più liquidatori. E’ fatto in ogni caso divieto di devolvere anche in modo indiretto a terzi il patrimonio residuo dell’Associazione; in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, il patrimonio residuo sarà devoluto ad altra Associazione con finalità analoghe o per fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’Art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n.662, salvo diversa destinazione imposta per legge.

Art. 22 – Controversie

Su controversie nascenti dall’interpretazione del presente Statuto e da rapporti con altri Soci o con l’Associazione in relazione alle attività sociali, ciascun/a Socio/a è tenuto a rimettere ogni decisione a un arbitro, amichevole compositore, nominato in accordo tra le parti interessate alla controversia e, in caso di ulteriore disaccordo, dal pretore territorialmente competente. L’arbitro è mandatario delle parti a tutti gli effetti e svolge il proprio incarico senza formalità, di procedura, con l’obbligo di assicurare l’esercizio del diritto di contraddittorio.

Art. 23 – Legge applicabile

Per disciplinare ciò che non si sia previsto nel presente statuto, si deve far riferimento alle vigenti norme in materia di enti e a quanto previsto dal Codice Civile nonché dalla Legge 266/91 e dal D. Lgs. 460/97 e successive modifiche e integrazioni.

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